Ecomafia: il business che avvelena la Campania
- Nicola Zaccariello

- 23 feb
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Come la criminalità organizzata ha trasformato i rifiuti tossici in un’impresa da miliardi di euro.
Nicola Zaccariello, 27 novembre 2025
Negli ultimi quarant’anni, la gestione dei rifiuti in Campania ha subito una profonda trasformazione: da semplice questione amministrativa a quello che oggi può essere definito come uno dei più redditizi affari criminali d’Italia. La Camorra è stata la prima a intuire il potenziale economico nascosto dietro i rifiuti e non si è certo fatta trovare impreparata quando le industrie del Nord hanno iniziato a cercare soluzioni più economiche per smaltire i propri scarti tossici, offrendo costi di smaltimento drasticamente inferiori a quelli legali, pari a circa un decimo delle tariffe ufficiali.
Di conseguenza, sono nati veri e propri imperi fondati su tre pilastri principali: istituzioni deboli, complicità degli imprenditori e scarsità di controlli. E con questi imperi è nata anche l’Ecomafia: un sistema organizzato che opera nelle province di Napoli e Caserta, ribattezzate “Terra dei Fuochi” a causa delle tonnellate di rifiuti industriali e pericolosi trasportati, sepolti e bruciati in terreni agricoli, falde acquifere e aree urbane, contaminandole. Si potrebbe dire che quella che un tempo era conosciuta come Campania Felix, nome che celebrava la fertilità e l’abbondanza delle sue terre, oggi sia il cuore di una catastrofe ambientale. Lo testimoniano migliaia di storie personali, ma soprattutto i dati del Ministero dell’Interno e dell’ARPAC, che riportano ogni anno centinaia di siti inquinati e migliaia di roghi tossici.
Tuttavia, come già accennato, il termine Ecomafia indica anche un business economico e politico. Secondo il Rapporto Ecomafia 2024 di Legambiente, la Campania è al primo posto per proventi dei crimini ambientali, che in Italia superano i 13 miliardi di euro all’anno. La Camorra agisce come una vera holding criminale e, da abile first mover del settore, controlla l’intera filiera dei rifiuti: dal trasporto allo smaltimento, fino alle discariche, sia legali che talvolta fittizie, arrivando persino agli appalti nei lavori di bonifica.
Il risultato è l’emergere di un modello di imprenditoria deviata, con la criminalità che opera come fornitore di servizi. Le conseguenze ambientali e sanitarie, però, sono devastanti. Basti pensare che l’ARPAC, dopo aver mappato il territorio agricolo della Terra dei Fuochi, ha individuato circa 1.900 siti agricoli contaminati, corrispondenti a circa 2.000 ettari distribuiti su 90 comuni. In questi comuni, soprattutto quelli maggiormente esposti ai roghi tossici, l’Istituto Superiore di Sanità ha rilevato incidenze più elevate di tumori e malattie respiratorie, falde acquifere compromesse e un significativo calo della fertilità del suolo: latte, ortaggi e prodotti zootecnici sono stati trovati contaminati da diossine e metalli pesanti. Analizzando anche i danni al settore agricolo, possiamo dunque osservare che le conseguenze dell’Ecomafia si articolano lungo tre dimensioni: ambientale, sanitaria e socioeconomica.
L’Ecomafia, però, non è un fenomeno statico: cambia forma, si adatta e si internazionalizza. Oggi sfrutta anche nuove tecnologie, filiere del riciclo e flussi transnazionali di smaltimento dei rifiuti. Combatterla richiede molto più che una semplice repressione penale: servono trasparenza, tracciabilità e consapevolezza collettiva, perché la vera bonifica riguarda non solo la terra, ma anche la fiducia di chi la abita.
Sources
Legambiente “Ecomafia Report 2024”. https://www.regione.puglia.it/web/ufficio-statistico//legambiente.-rapporto-ecomafia-2024
ARPAC, Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania – Progetto “Terra dei Fuochi”. https://www.arpacampania.it/terra-dei-fuochi
ARPAC, Rapporto qualità dell’aria “Terra dei Fuochi https://prefettura.interno.gov.it/sites/default/files/79/2024-10/rapporto-arpac-2024-terradeifuochi_qualitaaria.pdf
Istituto Superiore di Sanità, Rapporto e analisi sull’area della Terra dei Fuochi. https://www.quotidianosanita.it/campania/articolo.php?articolo_id=35143
ISPRA, Link e informazioni utili sul tema “Terra dei Fuochi”.



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