top of page
Cerca

Resistenza sociale e istituzionale


Lorenzo Russo, 24 novembre 2025


Nel corso dei decenni, a partire dagli anni 80’, lo stato ha risposto alla crisi ambientale e criminale in Campania con numerose leggi e prevenzioni. Già nel 1994, con il decreto del Presidente del consiglio dei minsitri, venne dichiarato nella Regione Campania lo stato di emergenza per la gestione dello smaltimento illegale dei rifiuti, riconoscendo per la prima volta l’urgenza di interventi straordinari in quelle province colpite dalle associazioni mafiose e la gravità della situazione ambientale. Da quel momento, per oltre quindici anni, la Campania è rimasta in regime di emergenza, con la nomina di comitati e commissari straordinari e la gestione diretta statale del ciclo dei rifiuti. (D.P.C.M. 11 febbraio 1994, G.U. n. 40/1994). 


Il decreto-legge n.136/2013 e la Legge n.6/2014  

Un passo decisivo è arrivato con il Decreto-Legge 10 dicembre 2013, n.136, convertito poi nella legge 6 febbraio 2014, n.6, intitolato ‘’disposizioni urgenti dirette a fronteggiare emeregenze ambientali e industriali ed a favorire lo sviuluppo delle aree interessate’’. Questo provvedimento, adottato come risposta alla crisi della terra dei fuochi, aveva come obiettivo quello di intervenire con disposizioni finalizzate a superare le criticità ambientali della regione Campania dovute allo smaltimento illegale di rifiuti e, soprattutto, ‘’i prevalenti profili di protezione dell’ambiente e della salute e di salvaguardia dei livelli occupazionali’’  (G.U. n. 32 8 febbraio 2014) 


Il decreto-legge 8 agosto 2025 n.116  

Tale decreto, è la dimostrazione dei continui interventi statali, recante ‘’ disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti, per la bonifica dell’area denominata terra dei fuochi, nonchè in materia di assistenza alla popolazione colpita da eventi calamitosi’’. Il decreto è stato emanato in seguito alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) del 30 gennaio 2025, che ha condannato l’Italia per non aver tutelato e protetto il diritto alla vita di 2.9 milioni di cittadini esposti alla contaminazione di rifiuti tossici, dando esecuzione a misure di prevenzione e contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti, bonifiche e assistenza alla popolazione. Tra le principali novità ricordiamo: pene da 3 a 8 anni di reclusione per inquinamento ambientale legato ad organizzazioni criminali; da 6 a 20 anni per disastro ambientale; multe da 200.000 a 1,5 milioni di euro per imprese coinvolte nello smaltimento illegale; confisca obbligatoria dei beni e degli impianti utilizzati per i reati; fondi straordinari stanziati per la rimozione dei rifiuti e l’avvio delle attività di bonifica. (D.L. 8 agosto 2025; giurisprudenza penale, settembre 2025) 


Il ruolo della società civile  

Accanto alle misure istituzionali, la società civile campana ha sviluppato una risposta straordinaria. La nascita di associazioni, comitati e movimenti antimafia ambientale hanno scelto di reagire alla devastazione del territorio. Organizzazioni come Libera, Legambiente, il Comitato Don Peppe Diana hanno promosso e dato voce ai cittadini, con una campagna di educazione ambientale nelle scuole, iniziative di sensibilizzazione e denuncia pubblica, progetti di monitoraggio civico sulle aree contaminate. Questi movimenti rappresentano oggi una resistenza collettiva, nonostante il timore di contrastare queste associazioni che hanno deturpato il territorio e sottratto tanto alla popolazione locale, unisce i cittadini, studenti e istituzioni locali nella difesa della legalità, della salute e della dignità del territorio. Le risposte statali hanno avuto il merito di riconoscere l’urgenza del problema e di costruire una base legislativa più solida contro questi reati ambientali, tuttavia, la rinascita del territorio campano deve i meriti anche alla partecipazione civica, la memoria alle vittime che hanno contrastato questi business e che sono state soggette a sostanze tossiche. Con una cooperazione tra stato e società si potrà, giorno dopo giorno, passo dopo passo, ottenere giustizia sociale ed ambientale. 

 

 
 
 

Commenti


Possiamo cambiare il mondo e renderlo un posto migliore. È nelle nostre mani fare la differenza.

Nelson Mandela

bottom of page